Vaccino Covid Oxford-AstraZeneca: efficacia, conservazione e costi

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24/11/2020

Nella fase di sperimentazione del vaccino britannico Oxford-AstraZeneca, il regime migliore, efficace al 90% e massimamente tollerabile per gli anziani, prevede inoculazione di mezza dose e richiamo della dose completa dopo un mese. Ecco gli altri vantaggi. 

Vaccino

Oltre al vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNTech e a quello di Moderna, il terzo candidato è quello Oxford-AstraZeneca-Irbm.
Anche quest’ultimo sarà commercializzato e distribuito dopo le approvazioni regolatorie necessarie.

Secondo i dati appena diffusi dall’azienda produttrice, il vaccino Oxford-AstraZeneca-Irbm può avere un’efficacia pari al 90%.

Vaccino Oxford-AstraZeneca: conservazione e costi

Laboratorio

Nella sperimentazione di fase 3, del vaccino Oxford-AstraZeneca-Irbm, sono stati testati due differenti regimi di somministrazione. Il regime dimostratosi migliore, con una efficacia pari appunto al 90% e la massima tollerabilità per gli anziani, è quello che prevede l’inoculazione di mezza dose ed un richiamo con una dose completa dopo un mese.


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Questo regime vaccinale sarà considerato per la commercializzazione. Il secondo regime, che ha invece dimostrato una efficacia del 62%, avrebbe previsto la somministrazione di due dosi piene a distanza di un mese.

L’analisi combinata dei due regimi ha dato una efficacia media del vaccino pari al 70%.

Il vaccino Astra-Oxford può essere mantenuto alla temperatura del frigorifero per almeno 6 mesi, una caratteristica che agevolerebbe il trasporto e lo stoccaggio a livello globale, in particolare nei Paesi a reddito medio e basso.

I costi sono potenzialmente inferiori: 2,80 euro per dose contro i 19,50 dollari del vaccino Pfizer e i 25 del Moderna.

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Nel corso di una video-conferenza Pam Cheng, vicepresidente del colosso farmaceutico AstraZeneca, partner dell’ateneo britannico assieme all’Irbm di Pomezia, ha detto che, entro la fine del 2020, saranno disponibili a livello mondiale circa 200 milioni di dosi del candidato vaccino sviluppato dall’università di Oxford, la cui produzione raggiungerà 700 milioni di dosi già entro il prossimo marzo.

Cheng, con il ceo Pascal Soriot, ha spiegato che, attraverso una rete di 20 centri di produzione sparsi nel mondo, sarà possibile sfornare nel 2021 da 100 a 200 milioni di dosi al mese per il mercato internazionale.

Le prime prenotazioni sono state fatte dal Regno Unito: 20 milioni di dosi del prototipo di Oxford per fine anno, e altre 70 milioni entro la primavera.



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