Vaccino Covid, Capua: “Serve tempo e non sarà per tutti” l’intervista alla virologa

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27/10/2020

Intervistata dal “Corriere della Sera”, la virologa Ilaria Capua invita alla prudenza per quanto riguarda il vaccino anti-Covid: “Non arriverà a breve e le prime dosi non basteranno per tutti”. In ogni caso, secondo la scienziata il vaccino, da solo, non basta. “Bisogna arrivare all’immunità di gregge facendo girare il virus lentamente”. 

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In un’intervista al “Corriere della Sera” la nota virologa Ilaria Capua invita a essere cauti per quanto riguarda le aspettative sul vaccino anti-Covid: “Non arriverà a breve”.

Secondo l’esperta, che lavora in Florida, serve tempo:

“Ad oggi un vaccino per il Covid innanzitutto non c’è; secondo, non abbiamo certezza che quelli che sono in via di sviluppo siano efficaci; terzo, non sappiamo neanche se l’efficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più, perché alcuni coronavirus sono dei pessimi immunogeni. Oltretutto, vi sono colli di bottiglia legati al fatto che le aziende che producono i vaccini hanno una pipeline, ovvero passaggi obbligati di produzione”.


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Ha aggiunto la scienziata:

“Se il mondo può produrre per unità di tempo cento milioni di dosi, noi siamo comunque sette miliardi, ed è giusto che siano garantite le dosi per i lavoratori degli ospedali e i trasporti essenziali, perché se si fermano si ferma tutto di nuovo, ed ovviamente per le persone più fragili”.

Occorrono passaggi ben precisi che richiedono tempo:

“Quando i vaccini saranno pronti e autorizzati, e si conosceranno le caratteristiche di efficacia e di sicurezza, dovranno essere somministrati in maniera organizzata. Io sono certa che così come molti Paesi hanno fatto piani per questo, l’Italia seguirà linee guida europee e internazionali. Ma è necessario che le persone capiscano che al primo giro non ce ne sarà abbastanza per tutti”.

Dunque, per il momento, cosa resta da fare? Ha risposto la virologa italiana:

“In primo luogo, arrivare all’immunità di gregge facendo girare il virus lentamente, perché, se gira troppo velocemente, invece dell’immunità di gregge avremo le pecore morte”.

Il distanziamento sociale è un fattore chiave:

Bisogna stare lontani e distanziarsi in modo che l’indice di contagio sia basso, mantenere sotto soglia la circolazione virale ed immunizzarsi piano piano. Poi il vaccino darà il suo contributo. Queste convergenze fanno sì che si arriverà a un punto in cui l’infezione si sarà endemizzata. Nel momento in cui si crea questo equilibro tra virus circolante e anticorpi, il Covid appena entra in contatto con una persona viene bloccato. Fra qualche anno, diventerà — io mi auguro — il nuovo virus del raffreddore”.


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