Vaccino anti-Covid Pfizer/BioNTech: ok alla commercializzazione

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31/12/2020

Dopo l’ok dell’Agenzia europea per i medicinali, la Commissione Europea ha autorizzato la commercializzazione del vaccino Pfizer/BioNTech. Le dosi approvate saranno disponibili per tutti i Paesi dell’Unione Europea contemporaneamente, alle stesse condizioni. Dal 26 dicembre arriveranno allo Spallanzani di Roma. 

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Anche l’Unione Europea ha dato il via libera al vaccino Pfizer/BioNTech.

La Commissione Europea, infatti, ne ha autorizzato la commercializzazione. L’annuncio è stato dato dalla presidente dell’esecutivo Ue, Ursula von der Leyen.

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L’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, per voce di Marie-Agnes Heine, direttrice della comunicazione dell’agenzia stessa, aveva raccomandato l’autorizzazione condizionale del vaccino per il Covid-19.

Le prime dosi per l’Italia partiranno dal Belgio il 24 dicembre e arriveranno allo Spallanzani di Roma a partire dal 26 per la successiva distribuzione in tutta Italia. Il 27 dicembre è previsto il “Vaccine day“.

Le dosi approvate saranno disponibili per tutti i Paesi dell’UE, contemporaneamente, alle stesse condizioni.


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Vaccino Pfizer/BioNTech: effetti collaterali

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Ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza:

“È la notizia che aspettavamo. La battaglia contro il virus è ancora molto complessa, come dimostrano anche le ultime notizie provenienti da Londra, ma avere a disposizione un vaccino efficace e sicuro apre una fase nuova e ci dà più forza e fiducia”.

Gli effetti collaterali di questo vaccino sono gli stessi di quelli riscontrati sugli altri vaccini. Lo ha confermato Sabine Straus, presidente del comitato per la sicurezza dell’Ema.

Quelli “più frequenti” riscontrati nella fase di sperimentazione sono “dolore in fase di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e ai legamenti, febbre alta“. La durata, comunque, è di circa un giorno.

Ha detto Harald Enzmann, presidente del comitato dell’Ema:

“Alle donne incinte raccomandiamo un approccio caso per caso sulla base delle situazione individuale e considerando il rischio di esposizione e infezione”.

Come ha spiegato Enzmann, la raccomandazione arriva sulla base dei test condotti che “non hanno coinvolto abbastanza donne durante la gravidanza”, ma, ha sottolineato, “abbiamo anche messo in campo delle iniziative per colmare al più presto questo vuoto di conoscenza”.

L’Ema emetterà il proprio parere sul vaccino Moderna il 6 gennaio.



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