Vaccino anti-Covid: efficacia, sicurezza, durata ed effetti collaterali

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28/12/2020

Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità spiegano le caratteristiche principali del vaccino anti-Covid. Tutto su efficacia, sicurezza, durata ed effetti collaterali delle fiale Pfizer-BioNTech.

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Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità sono disponibili alcune informazioni sul vaccino Pfizer-BioNTech.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Vaccino Covid: efficacia, sicurezza, durata ed effetti collaterali

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Molti sono scettici rispetto all’efficacia del vaccino anti-Covid.

“Per essere approvati dalle autorità regolatorie tutti i vaccini devono aver dato prova di efficacia. Nel caso del vaccino prodotto da Pfizer, il primo ad essere approvato, le sperimentazioni hanno mostrato un’efficacia del 94%. Nel mondo sono in corso test sull’uomo di diverse decine di altri candidati, alcuni dei quali in fase avanzata, che verranno approvati se si riveleranno efficaci e sicuri”.

Alcuni, invece, temono che il farmaco non sia abbastanza sicuro, dati anche i tempi accelerati della sua sperimentazione e approvazione.


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“I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. In Europa si è riusciti a velocizzare l’iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non ‘in blocco’ alla fine. Nel caso del vaccino Pfizer i test sono stati effettuati su 44mila persone in diversi Paesi del mondo”.

Di solito, nella vaccinazione, viene iniettato il virus (o il batterio) ‘indebolito’, oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce l’’intruso’ e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontra quello ‘vero’.

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Nel caso del vaccino anti-Covid si tratta di un vaccino “a Rna”. Qual è la differenza?

“Si inietta l’’istruzione’ per produrre una particolare proteina, detta proteina ‘spike’, che è quella che il virus utilizza per ‘attaccarsi’ alle cellule. La cellula produce quindi da sola la proteina ‘estranea’, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi”.

Sul sito dell’Iss si sottolinea che l’Rna messaggero non “riceve” istruzioni per modificare il Dna e non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, e non può quindi alterarlo in nessun modo. “Inoltre l’Rna messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo ‘compito’”.


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Per quanto riguarda la durata della protezione, al momento le osservazioni fatte nei test finora indicano che sia valida per alcuni mesi, ma occorrerà aspettare periodi di osservazione più lunghi per capire se una vaccinazione sarà sufficiente per più anni o servirà ripeterla.

Sono in corso studi in merito per capire se il vaccino protegge solo dalla malattia o impedisce anche l’infezione.

Relativamente ai possibili effetti collaterali:

“Nel corso della sperimentazione sono state riscontrate le reazioni comuni, già viste in altre vaccinazioni. In tutti i paesi che hanno adottato il vaccino, Italia compresa, c’è comunque un sistema di sorveglianza che raccoglie le segnalazioni”.



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