Vaccino Covid cattive notizie: “Ci vorrà almeno un anno”

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10/12/2020

Intervistato da “La Stampa”, il professor Paolo Bonanni dell’Università di Firenze ha dichiarato che ci vorranno almeno dodici mesi prima di avere tutte le risposte che cerchiamo rispetto alla vaccinazione contro il Coronavirus e ai suoi effetti. 

Laboratorio

“La vaccinazione non è un processo scontato. Bisogna vedere quante dosi arrivano, che adesione offre la popolazione e se il vaccino protegge solo la persona o evita anche il contagio”.

Intervistato da “La Stampa” Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene all’Università di Firenze, ha parlato della vaccinazione e di quello che ci attende.

“Serve almeno un anno per avere tutte le risposte”, ha premesso Bonanni.

Bonanni: vaccinazione e immunità di gregge

prof Paolo Bonanni

Come ha sottolineato il professore dell’Università di Firenze, entro dicembre “le autorità di regolazione daranno il via alla distribuzione da parte delle aziende farmaceutiche delle prime dosi, che arriveranno qualche milione alla volta”.

In base alle prime indicazioni si dovrebbe cominciare a vaccinare operatori sanitari, lavoratori dei servizi essenziali, Forze dell’Ordine, anziani, malati, insegnanti e, progressivamente, tutti gli italiani. “Anche se l’organizzazione ingranasse e arrivassero subito tutte le dosi ci vorrà almeno fino all’estate”.

Ha proseguito Bonanni nell’intervista a “La Stampa“:

“L’ immunità di gregge non va data per scontato. I vaccini in via di approvazione potrebbero funzionare nella protezione delle singole persone, ma non nell’impedire il contagio. Insomma, chi si vaccina potrebbe non sviluppare la malattia e però contagiare altri, che se non vaccinati potrebbero ammalarsi”.

L’immunità di gregge, spiega l’esperto, si raggiungerebbe “con la vaccinazione di due terzi della popolazione”.

Due aspetti su cui si discute parecchio da tempo, infine, sono l’efficacia e la sicurezza dei vaccini.

Chiarisce Bonanni:

“(…) L’ efficacia dev’essere almeno del 50 per cento e le aziende la dichiarano ben più alta, ma vedremo cosa diranno le autorità regolatorie. Sulla sicurezza invece non avrei dubbi, perché è vero che si è fatto presto nel concepimento e nella produzione, ma i test sono quelli di sempre”.



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