Vaccini, il professor Galli: “Prevenzione buttata alle ortiche ma sono ottimista”

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22/10/2020

Ospite della prima puntata de “L’assedio” di Daria Bignardi, sul canale Nove, il professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano si è detto ottimista per quanto riguarda il vaccino anti-Covid. Ma al momento è inutile voler dare una data a tutti i costi. 

Massimo Galli

Il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, è stato uno degli ospiti della prima puntata de “L’assedio”, trasmissione condotta da Daria Bignardi sul canale Nove.

Massimo Galli a “L’assedio”: vaccini anti-Covid

galli assedio


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In una recente intervista rilasciata a “Repubblica” l’infettivologo aveva mostrato tutta la sua preoccupazione per la fase della pandemia che stiamo vivendo. Ha detto: “Sto cercando di occuparmi di tutti i pazienti che ho qui. Mi pare una tragico déjà vu. Lo temevo già da agosto, speravo di sbagliarmi e invece…”.

Sulla situazione attuale, a “L’assedio”, ha dichiarato il professor Galli:

“Questo è un virus che muta parecchio. Prima o poi arriviamo ad avere un vaccino, credo sia ragionevole essere ottimisti…però prima i dati, poi le date. Inutile continuare a dire alla gente ce l’avremo in quella data o in quell’altra, vediamo di avere delle certezze”.

Ha aggiunto:

“Cercherò di non buttarla in politica, ma da più di un ventennio a questa parte è stato buttato alle ortiche tutto quello che sta attorno alla parola prevenzione e intervento di prevenzione sul territorio. Validissimi colleghi che si occupano di vaccinazione sono nelle condizioni di non avere avuto, prima di questa crisi, le strutture sufficienti per garantire le vaccinazioni dell’anziano, dell’adulto, della persona fragile e a far fatica a garantire quelle dell’infanzia”.

Ha inoltre affermato il professore del Sacco di Milano:

“Se l’approccio è privilegiare in modo netto la medicina in ambito privato, le grandi eccellenze, fai un numero di cardiochirurgie che non ha nemmeno tutta la Francia …ma ti dimentichi della prevenzione (questo riguarda tutta l’Italia e un periodo lungo di interventi mancati) non è possibile. Non si può avere un’assistenza sanitaria di qualità senza la componente fondamentale della prevenzione e degli interventi a livello di territorio e del coordinamento del territorio”.



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