The Binding Site lancia il nuovo test sierologico per gli anticorpi anti-SARS-CoV-2

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22/10/2020

Il percorso che conduce alla scoperta del vaccino per contrastare il Coronavirus è lungo e complesso, ma adesso è stato compiuto uno step davvero importante, grazie al lancio di un nuovo test sierologico che punta a individuare gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 con metodica ELISA. A svilupparlo è stata l’azienda leader nel settore della diagnostica The Binding Site, in collaborazione con il Clinical Immunology Service dell’Università di Birmingham e con l’Università di Southampton, la quale invece ha fornito l’antigene di riferimento.

Questo test, come appena accennato, va a rilevare gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 nei campioni ematici di quei pazienti – risultati asintomatici o con sintomi di entità lieve – che di recente siano stati esposti al virus. Si tratta infatti del target più ampio per questa specifica tipologia di esame. L’azienda The Binding Site vanta 35 anni di esperienza nel settore dello sviluppo di test immunodiagnostici accurati e ad alto tasso di precisione.

“La collaborazione di lunga data con l’università di Birmingham ha riunito le migliori competenze del mondo accademico, clinico e commerciale e il team così composto ha lavorato insieme, ininterrottamente e rapidamente per fornire in tempi record questo test unico e innovativo”, sottolinea Charles de Rohan, il CEO di The Binding Site.


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Come avviene il rilevamento degli anticorpi e quali sono

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Il nuovo test sierologico lanciato da The Binding Site si propone di rilevare nello specifico gli anticorpi IgM, IgA, e IgG. Questi ultimi sono diretti contro la proteina trimerica spike del COVID-19: si tratta di quella stessa proteina che il virus utilizza per accedere alla cellula bersaglio, dunque è chiaro che assume un’importanza decisiva in merito all’infettività del virus. Il test è così in grado, di individuare le fondamentali immunoglobuline per la lotta del nostro organismo al virus.

I tre anticorpi – IgM, IgA, e IgG – fanno la loro comparsa in momenti diversi, successivi all’infezione. The Binding Site ha messo a punto il nuovo test con l’obiettivo di rilevarli tutti e tre, in maniera da identificare velocemente quei pazienti che abbiano contratto il virus.

Le IgM tendono a comparire prima, mentre le IgG e le IgA compaiono successivamente – spiega Adam Cunningham, professore di immunologia all’università di BirminghamCombinando tutti e tre gli anticorpi, il test di The Binding Site è in grado di rilevare l’infezione da COVID-19 nei soggetti che sono stati esposti al virus solo di recente o che presentano sintomi lievi”. Questo test è stato progettato e sviluppato in modo che possa essere agevolmente impiegato da qualsiasi laboratorio nel mondo.

Le fasi dello sviluppo del test e la metodica ELISA

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Il nuovo test sierologico per la rilevazione degli anticorpi anti-SARS-CoV-2 ricorre alla metodica ELISA (ovvero ‘saggio immuno-assorbente legato a un enzima’). Come spiegato in precedenza, il test è di semplice utilizzo, inoltre possiede il marchio CE ed è in grado di fornire anche 90 risultati in 60-90 minuti. Questo innovativo test è stato messo a punto utilizzando più di 800 campioni ematici relativi a soggetti con malattia da lieve a moderata. Viene già utilizzato negli ospedali di Birmingham che conducono molti studi clinici approfonditi. Si prevede inoltre che potrà essere presto adottato dai team di sorveglianza, che puntano a definire il modo in cui l’infezione di distribuisce tra la popolazione, e dai ricercatori costantemente impegnati per trovare il vaccino che porrà fina alla pandemia.


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“Effettuare test per la rilevazione degli anticorpi IgM, IgG e IgA, diretti contro la proteina spike, dovrebbe offrire un vantaggio in termini di rilevazione accurata e precoce nei soggetti recentemente esposti al virus e asintomatici”, precisa Alex Richter, docente di immunologia clinica all’università di Birmingham, che ha guidato il team che ha identificato gli anticorpi contro la proteina spike.

The Binding Site, in cooperazione con le più prestigiose accademie universitarie, ha lavorato per lo sviluppo di una risorsa fondamentale per l’identificazione dei pazienti esposti al virus. Uno strumento che può fornire un supporto reale anche nei Paesi in via di sviluppo: The Binding Site ha fornito kit gratuiti in tutti quei luoghi in cui la malattia si è diffusa molto velocemente, colpendo soprattutto i bambini attraverso la Sindrome Infiammatoria Multisistemica Pediatrica.



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