Noduli al seno: come risocnoscerli

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11/09/2021

Cisti o fibroadenoma: sintomi, diagnosi e cura. Con il termine “nodulo” s’intende un bersaglio ben definibile da un punto di vista clinico, ecografico e mammografico, anche se resta comunque una valutazione aspecifica, fine a se stessa.

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Infatti, regola n°1: quando a seguito di una visita senologica o di un esame Rx mammografco ed Ecografico, vengono individuati uno o più noduli non bisogna pensare subito ad un carcinoma. Anzi, esiste una notevole differenza tra noduli cistici (o fibroadenoma) e solidi, come pure tra noduli solidi maligni e noduli solidi benigni.

I noduli che il più delle volte vengono individuati, non sono tumori maligni, ma sono identificati come fibroadenomi, ossia formazioni benigne, frequenti soprattutto nelle donne giovani (20-40 anni).

Per fibroadenoma s’intende una massa fibrosa che può essere avvertita o meno al tatto, presentando comunque caratteristiche inconfondibili, come i contorni lisci e regolari, nonchè una forma tonda, una durevolezza consistente, spesso dolente alla palpazione, ma in particolar modo mobile tra le dita tanto da venir definito dagli anglosassoni “Breast mouse” (il topolino della mammella).


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[Si tenga presente che non necessariamente un fibroadenoma mammario debba presentarsi tutte con queste caratteristiche contemporaneamente, la non dolorabiltà o la non netta delineazione dei margini, non debbono escludere tale diagnosi]

La classificazione del fibroadenoma utilizzata è la seguente:

C5: reperto positivo per cellule tumorali maligne (tappeto di cellule tumorali inequivocabilmente maligne, già riconoscibile a piccolo ingrandimento) con predittività positiva pressoché assoluta (> 99%);
C4: reperto sospetto, con indicazione perentoria alla biopsia chirurgica;

C3: reperto dubbio, lesione probabilmente benigna, ma presenza di atipie;
C2: reperto negativo per cellule tumorali;
C1: reperto inadeguato per un giudizio diagnostico (prelievo su focolaio di microcalcificazioni probabilmente benigne in mammella adiposa).

Diagnosi

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La prima diagnosi utile per l’individuazione del fibroadenoma mammario è sicuramente l’autopalpazione. Mentre la diagnosi strumentale importante per percepirne l’esistenza è certamente l’Ecografia.

Cura

Per quanto riguarda la cura dei fibroadenoma possiamo dire che mentre in passato la maggioranza dei medici riteneva giusta l’asportazione di tutti i noduli rilevabili, data la  scarsa conoscenza dell’evoluzione naturale di tale patologia, oggi, sulla constatazione che le probabilità che un fibroadenoma possa degenerare sono praticamente nulle, dell’ordine dello 0,1-0,3%, e considerando che anche la trasformazione di un fibroadenoma in un Tumore Filloide è una evenienza estremamente rara, l’atteggiamento conservativo è considerato ottimale.


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Ovviamente conservare non significa sottovalutare, anzi la paziente va tenuta sotto controllo e  qualora il fibroadenoma superi le dimensioni di 2,5-3 cm. se ne consiglia certamente l’escissione.

In ogni caso si ricorda che è opportuno sempre eseguire controlli regolari, essi sono  molto importanti per diagnosticare in tempo un eventuale tumore e procedere con una cura tempestiva.

N.B. Dal momento che la medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente ha un quadro clinico a se, è opportuno illustrare il vostro quadro clinico al Medico Curante, l’unico a cui spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica.


Redazione
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