L’Italia verso lo scenario 4 della Pandemia?

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31/10/2020

In base a un documento redatto dall’Istituto superiore di sanità, l’Italia si colloca in questo momento nello scenario 3 della pandemia, con RT regionali compresi tra 1,25 e 1,5. Ma l’impennata dei contagi degli ultimi giorni sembra aver reso più grave il quadro complessivo e porterebbe a situazioni di non controllo e di gestione critica. 

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Attualmente, sulla base dei 4 scenari descritti nel documento ‘Prevenzione e risposta a COVID-19’ redatto dall’Istituto superiore di sanità (Iss), rispetto all’andamento della pandemia, l’Italia si colloca nello scenario 3.

La situazione è caratterizzata da “trasmissibilità sostenuta e diffusa” del virus con “rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo” e valori di Rt regionali (RT indica il tasso della contagiosità dopo l’applicazione di misure di contenimento) prevalentemente e significativamente compresi tra 1,25 e 1,5.

Scenario 4 della pandemia: il più grave

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I numeri sui contagi da Covid-19 in costante crescita ed il valore dell’indice di trasmissibilità Rt proiettano presumibilmente l’Italia verso lo scenario 4, l’ultimo ed il più grave, quello previsto nel documento Iss.

Tale scenario è caratterizzato da una “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo”. In caso di persistenza dovrebbero essere prese “misure molto aggressive”.

Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, in base a quanto riportato dall’agenzia Ansa, il valore di Rt avrebbe superato l’1,5 registrato nel monitoraggio del ministero della Salute e Iss già nel periodo 12-18 ottobre, a causa del  forte aumento dei casi. L’indice Rt sopra 1,5 è uno degli elementi che delinea lo scenario più grave dell’epidemia.

In cosa consiste lo scenario 4 della pandemia?

Lo scenario 4, come gli altri 3, prevede una classificazione in tre passaggi del rischio settimanale nelle Regioni/PA: rischio moderato (per almeno 4 settimane consecutive ad una valutazione del rischio più elevata); rischio alto/molto alto (per meno di 3 settimane consecutive) e rischio alto/molto alto (per 3 o più settimane consecutive e situazione non gestibile).

Quest’ultimo livello è caratterizzato da “trasmissione comunitaria diffusa, cluster non più distinti tra loro, nuovi casi non correlati a catene di trasmissione note, pressione sostenuta per i Dipartimenti di Prevenzione”, e tra le azioni indicate figura il “considerare la possibilità di restrizioni estese Regionali/provinciali“.


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