Lenti a contatto: quali e come sceglierle

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06/10/2021

Solo fino a qualche decennio fa, sembrava quasi impossibile che un essere umano potesse introdurre sulla superficie dell’occhio delle piccole lenti per correggere alcuni difetti della vista.

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Oggi invece, non solo le lenti a contatto sono diventate di uso comune, ma il loro utilizzo e i materiali impiegati per realizzarle, rendono questi strumenti di correzione visiva, di uso molto più confortevole rispetto a qualche anno fa. Lo sa bene chi, dopo aver indossato per molto tempo gli occhiali da vista, a un certo punto ha potuto concedersi la ‘scoperta’ di un viso privo di tale oggetto, atto a correggere costantemente la visuale.

Ma, a prescindere dalle considerazioni di tipo prettamente estetico, le lenti a contatto vengono considerate un vero e proprio ‘dispositivo medico’. E, come tale, deve essere consigliato soltanto da un medico specialista, dopo aver visitato accuratamente il paziente ed aver accordato il suo nulla osta per l’utilizza di queste piccole calotte trasparenti da applicare sulla superficie oculare.


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Infatti, non tutti i soggetti riescono a tollerare bene le lenti a contatto. Questo per vari fattori, in primis perché le lenti a contatto tendono comunque a limitare la normale traspirazione dell’occhio. Ma dipendo molto anche dalla soggettiva sensibilità oculare. Le lenti a contatto che si possono trovare in commercio, e vengono classificate in base al materiale con il quale sono state realizzate. Sono le lenti rigide (dette anche ‘polimeri vetrosi’), e lenti morbide (altresì chiamate ‘polimeri gommosi’). La scelta delle lenti, come accennato prima, si deve svolgere previa visita approfondita dall’oculista, per meglio scegliere la tipologia di lente più adatta al proprio occhio.


Redazione
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