Allergie di primavera

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06/10/2021

Le allergie di primavera sono una sorta di tassa da pagare all’arrivo della bella stagione. Per chi non si è vaccinato, ormai è troppo tardi e deve accontentarsi degli altri prodotti specifici per l’allergia, anche se in effetti sono più che altro lenitivi, ma certamente non curativi.

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Per il vaccino, che è l’unica vera soluzione al problema, se ne riparlerà in autunno, ma come sempre accade, una volta passato il momento difficile, ci si dimentica dei disagi e si trascura diprendere in considerazione la possibilità di effettuare le prove allergiche per individuare il vaccino adatto.

Solo alcuni saranno lungimiranti, mentre la maggior parte si ritroverà l’anno successivo a dover combattere nuovamente con pollini e starnuti.

Le prime essenze a fiorire sono le graminacee, che cominciano la loro attività ad inizio aprile per poi toccare il picco  nel mese di giugno, e questo senza differenze di carattere geografico, almeno per il nostro Paese.


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I pollini delle graminacee sono grossi, ovviamente riferito ai pollini, e provocano i soliti fastidi che spesso sono anche insopportabili: naso che cola, costipazione nasale, tosse, starnuti anche in serie di alcune decine, congiuntiviti e, come conseguenza, una cattiva qualità del sonno.

Ma non finisce certamente qui, perchè di essenze responsabili delle allergie ve ne sono per tutti i gusti a partire dalla parietaria, praticamente presente in ogni dove, la betulla, l’ontano, il pioppo che tra non molto comincerà a disperdere nell’aria la sua neve vegetale che imbiancherà ogni cosa, e anche qualche nuovo intruso che farà la sua comparsa grazie alle mutate condizioni climatiche, tutti allergeni che sono una vera iattura per i soggetti allergici.


Redazione
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