Le aflotossine

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27/08/2021

Le aflatossine sono dei metaboliti naturali prodotti da alcuni funghi che possono infestare abbastanza facilmente le derrate alimentari, ed oltre ad essere particolarmente tossiche, hanno anche la caratteristica di essere cancerogene.

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Sono sostenute da alcuni miceti, due specie di Aspergillus, che si sanno occultare talmente bene nelle derrate contaminate che è ben difficile accorgersi della loro presenza e quindi potrebbe essere semplice restarne contaminati.

La loro azione tossica si esplicita in particolar modo sul fegato, visto che inducono con molta facilità epatocarcinoma, soprattutto se la contaminazione è elevata e protratta nel tempo.

Le aflatossine si accumulano nell’organismo degli animali che sono stati alimentati con mangimi a loro volta contaminati, e tali tossine passano poi nel latte e anche la carne  risulterà contaminata anche se in quantità non rilevante.

 

Il veicolo di contaminazione più pericoloso resta il latte e i suoi derivati, e l’azione cancerogena di tali tossine è potenziata e accelerata dalla presenza di altre infezioni epatiche, e questo spiega l’alta incidenza di queste manifestazioni tumorali nei Paesi in via di sviluppo, dove è scarsa l’attenzione che si riserva alla conservazione delle derrate alimentari.

Le derrate più facilmente contaminate sono i cereali, la soia, i legumi, le mandorle e le arachidi, che spesso si possono presentare anche evidentemente ammuffite.

Molto dipende anche dal tipo di coltivazioni e dalle condizioni climatiche. La presenza eccessiva di umidità e anche una prolungata aridità del suolo, possono favorire la contaminazione, tuttavia c’è da dire che una pianta sana e adeguatamente curata, sarà in grado da sola di respingere gli attacchi del patogeno.

La difesa da queste contaminazioni passa essenzialmente per l’accuratezza dei controlli da parte delle autorità sanitarie, in tutte le fasi della coltivazione, allevamento e lavorazione.

Si potrebbe ricorrere anche a piante geneticamente modificate, che non sono soggette alla contaminazione, ma purtroppo i semi transgenici sono fin troppo demonizzati, nell’immaginario collettivo, e quindi non visti di buon occhio da un nutrito numero di consumatori.



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