Ipermetropia: cause, sintomi e metodi di correzione

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13/05/2020

Ipermetropia: cause, sintomi e metodi di correzione

L’ipermetropia è un difetto di rifrazione dell’occhio che determina il punto di fuoco non sulla retina, ma dietro di essa. Molto spesso, se non è elevata, l’ipermetropia viene corretta “automaticamente” dalla capacità del cristallino di accomodarsi e controllare la posizione del punto di fuoco delle immagini, facendo in modo che cada comunque sulla retina. Con il trascorrere degli anni, la capacità del cristallino di accomodarsi si riduce e l’ipermetropia inizia a manifestarsi anche nei pazienti in cui non era nota.


Le cause dell’ipermetropia

La causa più frequente dell’ipermetropia è il diametro del bulbo oculare ridotto rispetto al normale, ma questo difetto della vista può anche essere dovuto alla scarsa curvatura e alla ridotta capacità di rifrazione del cristallino. Molto più raramente invece accade che l’ipermetropia sia dovuta ad una completa assenza del cristallino: una situazione che si può notare sin dalla nascita.

I sintomi dell’ipermetropia: come riconoscerla

Nei bambini e nei pazienti in giovane età l’ipermetropia non influisce sulla visione, né da vicino né da lontano, ma lo sforzo effettuato dai muscoli e dal cristallino può causare disturbi di diverso tipo come mal di testa, lacrimazione, vista annebbiata, predisposizione alla congiuntivite e talvolta strabismo. Le manifestazioni iniziali di questo difetto della vista sono dunque piuttosto lievi e spesso è difficile riscontrare un problema effettivo.


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Dopo i 40 anni è invece abbastanza facile che il cristallino non riesca a compensare l’errore di rifrazione, provocando dapprima un calo della visione ravvicinata, che può essere confusa con la presbiopia, e coinvolgendo in seguito anche la visione da lontano. Anche negli adulti comunque ai sintomi tipici della visione si accompagnano manifestazioni secondarie quali mal di testa frequenti.

Metodi di correzione e trattamenti

Per correggere l’ipermetropia, così come per gli altri caratteristici difetti di rifrazione, esistono diversi metodi, da scegliere in relazione all’età, alle preferenze estetiche e allo stile di vita. Gli occhiali sono sicuramente il metodo di correzione più noto e diffuso, che consente di personalizzare il trattamento in base alle proprie esigenze. Indossare gli occhiali per molti è anche un segno di distinzione e un dettaglio raffinato del look.

Per chi, invece, è infastidito dall’uso degli occhiali, l’ipermetropia può essere corretta con efficacia anche attraverso l’uso di lenti a contatto morbide periodiche: una soluzione ideale e pratica, da valutare però in relazione alla propria capacità di tollerare senza problemi questo tipo di lenti, che non è uguale per tutti.

In entrambi i casi, la tipologia di lente adatta per la correzione dell’ipermetropia è particolare e ha la funzione di far arrivare i raggi luminosi direttamente sulla retina anzichè dietro ad essa. La terminologia tecnica per identificarle è lenti convergenti positive, che sono specifiche proprio per l’ipermetropia ma che possono essere associate anche ad altre correzioni come quella della miopia per esempio.

La chirurgia laser per correggere l’ipermetropia

In alternativa a lenti e occhiali, che costituiscono comunque un vincolo per molte attività, oggi è possibile trattare anche l’ipermetropia con la chirurgia laser, una tecnica sofisticata con la quale il chirurgo utilizza un raggio laser per modificare la curvatura della cornea e correggere il difetto di rifrazione. Si tratta di una soluzione rapida e sicura, anche se piuttosto costosa, che offre comunque il vantaggio di una correzione perfetta e definitiva. Le tecniche chirurgiche utilizzate nell’oculistica sono comunque diverse, e la scelta viene effettuata in base all’entità dell’ipermetropia, alla presenza di eventuali altri difetti (miopia, astigmatismo o altro) e all’obiettivo da raggiungere. Dalla semplice azione del raggio laser sfruttata per modificare la linea corneale e posizionare il punto di fuoco sulla retina, adatta per correggere difetti di lieve o moderata entità, si arriva fino all’impianto di lenti correttive intraoculari, con o senza asportazione del cristallino e di altri tessuti. Si tratta di metodi all’avanguardia, che non comportano complicazioni, ma che necessitano di accurate analisi per verificare l’effettiva idoneità del paziente.

Le lenti intraoculari fachiche

Per trattare i casi più gravi di ipermetropia è possibile ricorrere anche all’impianto di lenti intraoculari fachiche, che vengono inserite chirurgicamente nell’occhio senza però eliminare quella naturale (cosa che invece avviene nell’intervento di cataratta). Queste lenti, chiamate anche cristallino artificiale parallelo, permettono di risolvere il problema in modo definitivo e sono indicate nei casi più gravi, qualora il laser fosse controindicato e quindi non si potesse utilizzare. Naturalmente l’impianto delle lenti intraoculari comporta dei rischi non indifferenti, ma al giorno d’oggi la tecnica è considerata piuttosto sicura.

La sostituzione del cristallino

Un altro trattamento possibile per correggere in via definitiva l’ipermetropia è la sostituzione del cristallino, che rappresenta una soluzione ideale nei casi più gravi. Alternativa al laser, che presenta alcuni limiti e non sempre è in grado di risolvere il problema in via definitiva, la sostituzione del cristallino è senz’altro più invasiva. Tuttavia, al giorno d’oggi questa tipologia di chirurgia oculare è più che collaudata e grazie alle moderne tecniche e strumentazioni di ultima generazione è sicuramente più sicura rispetto al passato.



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