Insufficienza venosa cronica: cos’è e i rimedi

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27/08/2021

L’insufficienza venosa cronica, IVC, è una seria patologia a netta prevalenza femminile, anche se dopo i 60 anni tale differenza di incidenza si riduce drasticamente.

Sangue

Quali sono le cause dell’insufficienza venosa cronica?

Le cause sono varie, tra queste si annovera anche la gravidanza, ma di norma si tratta di una conseguenza di un errato stile di vita che provoca dei danni al sistema venoso degli arti inferiori, con conseguente ipertensione venosa e, quindi, dolori alle gambe, edema, varici e ulcerazioni più o meno severe. Si tratta di una patologia seria che se non trattata per tempo e adeguatamente può portare anche alle estreme conseguenze.

Effetti, rischi e problemi dell’insufficienza venosa cronica

Il pericolo maggiore è costituito dal distacco, per lo più dalla parete delle vene profonde, di un grumo di sangue o di un embolo che, raggiunto il circolo polmonare,  potrebbe occluderlo anche completamente provocando una embolia polmonare, evento tanto improvviso quanto anche fatale per il paziente. I  fattori di rischio per questa grave patologia sono l’età, il sesso, la familiarità per vene varicose, l’obesità, la gravidanza, la flebite e precedenti traumi agli arti inferiori, fattori ambientali e comportamentali, errato stile di vita, fumo e sovrappeso.


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Rimedi e prevenzione

Per cercare di prevenire l’insufficienza venosa cronica è necessario adottare alcuni accorgimenti quali evitare di indossare abiti o cinture troppo strette, scarpe con tacchi troppo alti, insomma tutto ciò che in un certo senso ostacola il normale ritorno del sangue dalla periferia al centro.

Una buona abitudine è anche quella di dormire con le gambe leggermente sollevate rispetto al tronco, in modo da facilitare il deflusso sanguigno, evitare altresì attività sportive caratterizzate da contrazioni violente e ripetute dei muscoli delle gambe, evitare di esporre lungamente al sole gli arti inferiori così come evitare bagni e cerette calde, in quanto il calore è un serio fattore di rischio.

Ai primi sintomi, poi, è necessario rivolgersi prontamente al proprio medico, proprio per evitare i rischi esposti in precedenza.



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