Galli categorico sul Covid “A Natale i grandi veglioni ce li dobbiamo dimenticare”

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15/11/2020

Intervistato dal TG4, l’infettivologo Massimo Galli dell’ospedale Sacco – Università Statale di Milano, ha parlato del vaccino Pfizer/Biontech e di quello che si prospetta agli italiani in vista del Natale. 

Massimo Galli

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco – Università Statale di Milano, intervistato dal Tg4, ha parlato del vaccino anti-Covid e della situazione che si prospetta in vista di un Natale e di un periodo festivo che, a fronte dell’avanzare della seconda ondata della pandemia, non potranno certo essere celebrati come è sempre stato.

L’infettivologo Galli su vaccino Pfizer/Biontech

Massimo Galli vaccino

Ha dichiarato al TG4 Galli sul vaccino Pfizer/Biontech:

“Finalmente abbiamo un risultato non controvertibile. Una volta tanto mi sento piuttosto sollevato di fronte a una prospettiva che si va concretizzando, sono sempre stato e sono ancora molto cauto sul vaccino, ma la sicurezza di averlo non era totale. Ora ci avviciniamo davvero a questa prospettiva in termini non lunghissimi di tempo“.


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In questi giorni si sta discutendo sulla reale possibilità di conservare a 70-80 gradi sotto zero le dosi del vaccino, come richiede la sua formulazione.

A tal proposito ha commentato Galli:

“Non c’è Paese al mondo che troverà facile fare una catena del freddo per grandi quantitativi di vaccino che deve essere conservato a quelle temperature. Io mi auguro che ne arrivino anche altri in contemporanea e che l’utilizzo di più vaccini ci garantisca una copertura importante e la mitica immunità di gregge, ma questa volta davvero”.

Sull’avvicinarsi delle feste natalizie che quest’anno avranno ben altra atmosfera rispetto al solito, a fronte dell’alto numero giornaliero di ricoverati e decessi e per le misure restrittive necessarie, ha detto infine Galli:

“Non voglio dire che gli italiani a Natale dovranno digiunare, si potranno raccogliere in piccoli gruppi, ma i grandi cenoni familiari e grandi veglioni quest’anno ce li dobbiamo dimenticare fin d’ora”.

E ha aggiunto:

“Anche se chiudessimo tutto oggi, e riaprissimo per Natale o prima di Natale, è abbastanza evidente che se non manteniamo le precauzioni, anche dopo la riapertura cadremmo esattamente nell’errore di Ferragosto, quando un’interpretazione disinvolta del ‘dobbiamo convivere col virus’ ha portato al risultato che il virus ha fatto festa insieme a gli italiani”.



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