Epicondilite: cause, sintomi e trattamento per il gomito del tennista

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05/08/2020

Epicondilite: cause, sintomi e trattamento per il gomito del tennista

Con epicondilite, o più comunemente gomito del tennista, si intende uno stato doloroso a carico dell’epicondilo, l’articolazione da cui dipende il movimento del gomito. Occorre subito fare una precisazione: fino a qualche tempo fa si riteneva che il dolore fosse conseguenza di una infiammazione dei tendini della zona. Più recentemente si è dimostrato invece che si tratta di una vera e propria degenerazione, causata da modifiche a livello neurogenetico e di trasmettitori, ragione per cui si preferisce parlare oggi di epicondialgia o più in generale di tendinopatia.


I sintomi dell’epicondilite: come riconoscerla

La diagnosi della epicondilite è piuttosto semplice a un esame obiettivo: i sintomi permettono di riconoscere quasi subito questo tipo di patologia. Il paziente infatti manifesta dolore al tatto, soprattutto se con il gomito piegato a 90 gradi. Generalmente però l’infiammazione a carico dei tendini del gomito si manifesta come un dolore, anche acuto, che si estende verso il polso o la mano e che può aumentare verso sera o nelle ore finali della giornata, specie se dopo un’intensa attività. In qualche caso più grave, tra l’altro, l’epicondilite può rendere del tutto impossibili anche movimenti semplici come l’aprire o chiudere una porta o l’usare una maniglia, incidendo sull’attività lavorativa del soggetto in questione.


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Cause e fattori di rischio

A dispetto del nome più comune, non si tratta di una patologia che riguarda i soli sportivi. Infiammazioni dei tendini del gomito sono oltremodo comuni anche in chi è costretto per lavoro a mantenere gli arti superiori per molto tempo fermi nella stessa posizione. Il gomito del tennista, insomma, è anche un po’ il gomito di pianisti, scrittori e chiunque sia costretto, per esempio, a passare molto tempo alla tastiera di un computer. Ragione per cui l’incidenza della epicondilite è in aumento e molto alta tra chi fa un lavoro d’ufficio. Piccoli accorgimenti, tuttavia, possono evitare l’insorgere del problema: agli sportivi è consigliato, per esempio, fare gli adeguati riscaldamenti in modo da non sottoporre l’articolazione a uno stress eccessivo, mentre per chi passa molte ore al PC è essenziale scegliere la postura corretta.

Epicondilite: cure e trattamenti

Una volta confermata la diagnosi di epicondilite, cosa per cui ci si avvale spesso di un’ecografia con eco-doppler, comunque, serve trovare il trattamento migliore per il paziente. Quasi sempre, stati infiammativo-degenerativi come questi non rispondono alla terapia farmacologica tramite FANS. O meglio, si può assumere un antinfiammatorio nel momento in cui insorge indolore ma è sconsigliabile prolungare la terapia oltre i cinque giorni. Più raccomandabile è invece la sospensione almeno momentanea delle cause che hanno portato allo sviluppo della patologia. Si può trattare poi il dolore applicando del ghiaccio nella zona interessata per almeno 15 minuti e più volte al giorno.

Anche il trattamento per via topica, tramite creme antinfiammatorie si è dimostrato di una certa utilità. Un piccolo trucco? Lasciare agire la crema per tutta la notte, meglio se coprendo la zona con pellicola trasparente che ne favorisce l’assorbimento. C’è chi consiglia, poi, l’uso di un tutore per il trattamento dell’epicondilite. È chiaro, comunque, che nessuna decisione va presa senza il consulto dello specialista, che potrebbe consigliare per esempio della fisioterapia ad hoc per prevenire ricadute o degenerazioni.

Il cortisone per la cura dell’epicondilite: meglio evitare

Soprattutto in passato, per la cura dell’epicondilite venivano effettuate al paziente delle iniezioni di cortisone che sembravano migliorare la situazione. Oggi però questa è una pratica che è stata ormai abbandonata e che non conviene accettare, perchè il rischio è quello di peggiorare le cose. Come abbiamo visto infatti, l’epicondilite è una patologia degenerativa che interessa alcuni tendini del gomito. Le iniezioni di cortisone sono effettivamente efficaci nel breve termine perchè consentono di ridurre in modo notevole il dolore. Il problema è che poichè il paziente non avverte più dolore tende a sforzare involontariamente il gomito andando di fatto ad aggravare la situazione.

In molti casi, dopo le iniezioni di cortisone si assiste ad un immediato miglioramento dei sintomi. Purtroppo però il dolore si presenta dopo alcune settimane in modo più acuto.

Gli esercizi: un’arma per prevenire la ricomparsa del gomito del tennista

Va detto che per la cura dell’epicondilite oggi è caldamente consigliato di rivolgersi ad un fisioterapista, poichè gli esercizi possono rivelarsi estremamente efficaci. Naturalmente bisogna sapere quali e come farli per evitare di peggiorare la situazione, ma con i giusti movimenti non solo è possibile migliorare ed attenuare la sintomatologia ma anche prevenire la ricomparsa di questo problema. L’epicondilite infatti può avere carattere recidivo e presentarsi nuovamente anche dopo che è stata trattata.

Cambiare il proprio stile di vita

Quel che è certo è che per guarire più velocemente dall’epicondilite occorre cambiare il proprio stile di vita, adeguandolo a questa problematica. Si tratta di piccole attenzioni nel compiere i vari movimenti che permettono di evitare il dolore e favorire il processo di guarigione non sforzando i tendini interessati.



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