Dormire con il cellulare vicino è pericoloso?

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07/04/2021

Ecco che cosa dicono gli esperti sull’abitudine, sempre più diffusa a ogni età, di riposare di notte col cellulare e altri dispositivi tecnologici accesi a portata di mano. Quali sono i principali rischi per la nostra salute? 

dormire cellulare

Si può dormire con il cellulare vicino al letto? Fa male alla salute o è innocuo? E su quali aspetti influisce?

Cerchiamo di fare chiarezza con il parere di alcuni esperti.

Non appoggiare il cellulare all’orecchio

dormire con cellulare

Ecco quello che ha dichiarato al “Corriere della SeraAlessandro Polichetti del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dove si occupa dei rischi connessi alle esposizioni a campi elettromagnetici.

“L’esposizione ai campi elettromagnetici durante l’uso dei telefoni cellulari è trascurabile in tutti i casi in cui il telefono non sia appoggiato all’orecchio. Quindi, se il cellulare si trova vicino al letto, l’esposizione è marginale, sia durante una telefonata in viva voce sia durante un trasferimento dati. Se poi il cellulare non viene utilizzato perché si sta dormendo, l’esposizione è praticamente nulla”.


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Stessa cosa per tablet, computer e modem del wifi mentre si dorme? Lo ha confermato ancora al “Corriere” Francesco Bochicchio, direttore dello stesso Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’ISS:

“Sì, in quanto questi apparecchi hanno una potenza di emissione simile o inferiore ai telefoni cellulari, per cui non ci sono rischi per la salute (per quanto riguarda i campi elettromagnetici) nel tenerli accesi di notte”.

A letto con lo smarphone: i danni della luce dello schermo

dormire con telefono

Tenere il cellulare sul comodino e chattare fino a tarda notte è però una pessima abitudine che alla lunga, comunque, non ci fa stare bene. L’uso notturno del telefonino, infatti, ‘confonde’ i meccanismi neurofisiologici: la luce dello schermo, magari a pochi centimetri dagli occhi, non è esente da danni.

Lo ha ricordato Giovanni Battista Tura, responsabile della Psichiatria dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia.

Come riportato dall’“Adnkronos”, infatti, ha spiegato l’esperto:

“Ognuno di noi riproduce e riporta in sé il modello originale e originario di ‘essere umano’, quello che all’inizio della storia viveva e agiva con la luce del sole, riposava inattivo e dormiva in assenza della stessa. Un numero elevato di microsistemi, apparati, sia neurologici che ormonali, continuano a seguire la stessa legge, non tarandosi certamente sulle evoluzioni del costume ma continuando ad agire in risposta alla luce come stimolo, al buio come stop”.

Ha proseguito Tura:


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“Sottoporre nottetempo tutto questo sistema a uno stimolo luminoso intenso (e lo smartphone, in quanto di piccole dimensioni e utilizzato vicino al viso è il prototipo in tal senso) è come dare un messaggio gravemente confondente, obbligando tale sistema ad attivarsi come se fosse giorno”.

Lo psichiatra ha infine ricordato che “la privazione di sonno in adolescenza è uno dei fattori di maggior rischio per slatentizzare disturbi psichici anche gravi”. Le conseguenze generali, comunque, sono “la stanchezza di giorno e riflessi negativi sul nostro umore”.



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