Dermatite atopica: che cos’è e come combatterla

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26/08/2021

Avete mai sentito parlare di dermatite atopica? Si tratta di una malattia infiammatoria della pelle che solitamente si manifesta sotto forma di intenso prurito. Sicuramente, quando si manifesta negli adulti, la dermatite atopica ha degli effetti negativi ed alquanto fastidiosi per la vita di ogni giorno, ma nulla di paragonabile agli effetti di quando, putroppo, questa malattia colpisce invece i bambini.

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Le statistiche dicono che ladermatite atopica interessa solo l’1-3% degli adulti, mentre risultano molto più colpiti i piccoli, con almeno il 5-20% dei bambini costretti ad affrontare quest’antipatico disturbo della pelle. Ragionando invece per età, la fascia più colpita da dermatite atopica è quella dagli 1 ai 2 anni di vita, mentre i bambini tra i 2 ed i 5 anni di vita vengono addirittura colpiti nel 90% dei casi.

Associata molto spesso all’asma oppure alla rino-congiuntivite allergica, la dermatite atopica si manifesta sul corpo sotto forma di lesioni eczematose acute e croniche. Ecco che quindi bambini e adulti colpiti dovranno affrontare secchezza della pelle, rossore e tanto, tanto prurito.

Le sedi tipiche dove si manifesta questo tipo di dermatite sono: il volto e le superfici estensorie degli arti nei lattanti con età inferiore ad un anno; polsi, dorso mani e palpebre sono invece le zone più colpite nei piccoli da 1 a 10 anni, con vistose lesioni subacute; negli adolescenti, invece, la dermatite atopica colpisce soprattutto su collo, superfici flessorie degli arti e regioni palmo-plantare, periorbitaria e periorale.


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Le cause che portano alla dermatite atopica possono essere molteplici, senza escludere i fattori genetici: se un genitore ne soffre, c’è il 60% di possibilità che tale malattia affligga anche un figlio. In generale, però, questo tipo di dermatite viene, ad esempio, per un difetto di barriera cutanea, che favorisce la secchezza a causa della perdita d’acqua ed anche la penetrazione di microorganismi che peggiorano l’infiammazione. In alternativa, potremmo essere affetti se v’è un’eccessiva risposta pruriginosa a vari stimoli, legata all’aumento delle fibre nervose che veicolano la sensazione di prurito. In ultimo, la dermatite atopica viene favorita da un’esagerata risposta immunitaria agli stimoli più differenti, che portano di conseguenza al rilascio di sostanze infiammatorie in grado di amplificare il prurito ed i processi flogistici con rossore ed iperreattività cutanea.

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Quanto appena detto non deve tuttavia suscitare timore: la dermatite atopica si può curare e, anche se a volte risulta difficile assicurare una completa guarigione, ci sono diversi rimedi per arrecare benessere, far diminuire il prurito ed risolvere in modo duraturo o definitivo quest’ antipatica malattia. Se sono i bambini più piccoli ad essere colpiti da dermatite atopica dovrete, ad esempio, avere delle accortezze quando gli si fa il bagnetto: utilizzare solo acqua tiepida, non farlo durare troppo, scegliere un detergente “ad hoc” per la pelle del bebè e,possibilmente, tenere sott’occhio la crescita delle unghie, così da non correre pericoli se il piccolo si gratta. Anche per gli adulti i consigli per stare meglio sono all’incirca gli stessi, senza dimenticare di assumere degli appositi prodotti probiotici, di prendere il sole con moderazione e di assicurarsi quotidianamente una certa igiene della casa.

In generale, sia che siate adulti o bambini, la raccomandazione è di rivolgersi comunque ad uno specialista, così da concordare insieme la miglior terapia possibile per debellare la tanto antipatica dermatite atopica.



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