Coronavirus in Italia, bollettino oggi 5 gennaio: 15.378 nuovi casi, 649 morti

-
05/01/2021

I dati del Ministero della Salute e della Protezione Civile, aggiornati al 5 gennaio 2021, riportano 15.378 nuovi casi di Covid-19 su 135.106 tamponi esaminati e 649 decessi registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Dall’inizio della pandemia a oggi, nel nostro Paese, i contagi hanno superato quota 2,1 mln. Oltre 76 mila le vittime.

coronavirus img

In base al bollettino del Ministero della Salute e ai dati della Protezione Civile, aggiornati al 5 gennaio 2021, i soggetti attualmente positivi in Italia sono 569.161, 2.181.619 dall’inizio della pandemia a oggi.

Nelle ultime 24 ore, nel nostro Paese, si sono registrati 15.378 nuovi casi e 649 decessi.

Le vittime da Covid-19 salgono a 76.329.

I dimessi/guariti arrivano a 1.536.129 (+16.023).

In lieve aumento i ricoveri ordinari, 25.964 (+68), mentre scendono le terapie intensive, 2.569, 10 in meno di ieri.

I tamponi processati sono in tutto 27.139.378 (+135.106).

Locatelli (CSS): “Secondi in Europa per numero di vaccinazioni”

FRANCO LOCATELLI, DIRETTORE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA

Esistono “differenze regionali significative” ma l’ultimo dato aggiornato alle ore 17 del 5 gennaio parla di 182.442 vaccinazioni.


Leggi anche: Coronavirus in Italia, bollettino oggi 3 gennaio: 14.245 nuovi casi, 347 morti

“Due giorni fa erano 84.000, significa che in 48 ore abbiamo vaccinato 95.000 persone”.

Lo ha dichiarato Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), parlando della campagna vaccinale anti-Covid nel nostro Paese. L’esperto ne ha discusso nel corso della trasmissione “Agorà”, in onda su Rai 3.

Locatelli ha sottolineato:

“L’Italia è il secondo Paese in Europa per numero di vaccinazioni fatte (il primo è la Germania, attualmente 240 mila vaccinazioni circa, ndr). Siamo partiti il 31 dicembre e siamo al 5 gennaio è troppo presto per fare bilanci negativi. Ma le differenze vanno colmate”.

Poi il presidente del Consiglio Superiore di Sanità ha fatto riferimento al numero dei tamponi risultati positivi e a quello della situazione nei nosocomi del Paese.

“Vedere la percentuale dei tamponi positivi risalire fino al 17% deve allertare, così come deve allertare il numero di posti occupati nelle aree mediche e terapie intensive, che non è più quella che vedevamo nei giorni scorsi”.

I dati, secondo Locatelli, devono avere l’obiettivo di “indirizzarci verso il mantenimento di una grande attenzione, che è anche alla base delle misure prese nelle ultime ore”.



disclaimer attenzione