Coronavirus in Italia, bollettino oggi 10 dicembre: 17 mila contagi, 887 morti

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10/12/2020

I dati del Ministero della Salute e della Protezione Civile, aggiornati al 10 dicembre 2020, riportano 16.999 casi di positività al Covid in più su 171.586 tamponi processati e 887 decessi in Italia nelle ultime 24 ore. 

Covid,

In base al bollettino del Ministero della Salute e della Protezione Civile, aggiornato al 10 dicembre 2020 le persone attualmente positive in Italia sono 696.527, con un aumento di 16.999 casi nelle ultime 24 ore (+0,96%).

I deceduti salgono nuovamente, arrivando 62.626 (+887).

I dimessi/guariti: 1.027.994 (+30.099).

I ricoverati sono in tutto 32.379 (-594) di cui 3.291 (-29) in terapia intensiva.

I tamponi processati sono complessivamente 23.676.174 (+171.586).

A livello regionale, nelle ultime 24 ore in Lombardia si sono registrati 2.093 casi, 4.197 in Veneto, 1.488 nel Lazio e 1.453 in Emilia-Romagna, per citare i territori più colpiti.

Cartabellotta (Gimbe): “Rischio terza ondata”

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Il monitoraggio settimanale indipendente della Fondazione Gimbe (relativo alla settimana 2-8 dicembre) mostra una flessione dei nuovi casi (136.493 vs 165.879), rispetto a un netto crollo dei tamponi analizzati (551.068 vs 672.794) e di una sostanziale stabilità del rapporto positivi/casi testati (24,8% vs 24,7%).


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Il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, ha invitato alla prudenza:

“Alla vigilia delle festività natalizie tutte le Regioni si avviano a diventare gialle, un colore che non deve essere letto come un via libera, ma impone il rispetto di regole severe per impedire assembramenti e ridurre al minimo i contatti sociali tra persone non conviventi”.

Secondo il presidente della Fondazione ci troviamo di fronte a “una tempesta perfetta che rischia di innescare la terza ondata“.

Tra le altre dichiarazioni di Cartabellotta, l’esperto ha detto:

“L’auspicato e (speriamo) imminente arrivo del vaccino non deve costituire un alibi per abbassare la guardia. Nella più ottimistica delle previsioni, infatti, un’adeguata protezione a livello di popolazione potrà essere raggiunta solo nell’autunno 2021 con una massiccia adesione delle persone alla campagna di vaccinazione”.

Ha concluso:

“Con questi numeri il Paese si presenta come un paziente con ‘quadro clinico’ ancora molto grave e instabile che, superata la fase acuta (picco di contagi e di pazienti ospedalizzati), inizia a mostrare i primi segni di miglioramento grazie alle terapie somministrate”.



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