Coronavirus in Italia, bollettino del 14 novembre: oltre 37 mila contagi, 544 morti

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14/11/2020

Dai dati aggiornati del Ministero della Salute emerge che in Italia nelle ultime 24 ore si sono registrati 37.255 nuovi casi di positività e 544 decessi. Sono stati effettuati quasi 228 mila tamponi. 

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In base all’ultimo bollettino sanitario rilasciato dal Ministero della Salute italiano, aggiornato al 14 novembre 2020, nel nostro Paese nelle ultime 24 ore i soggetti attualmente positivi sono saliti a 688.435 (+37.255, +3,36%), per un totale di 1.144.552 casi dalla prima ondata della pandemia.

Sono stati effettuati altri 227.695 tamponi, che salgono a quota 18.683.111. Il rapporto tra positivi e tamponi eseguiti è del 16,3%.

I deceduti sono stati 544 nell’ultima giornata, per un numero complessivo di 44.683 vittime. I ricoveri ordinari salgono a 34.704 (+560), con 76 ospedalizzazioni in più in terapia intensiva (in tutto 3.306).

I dimessi/guariti sono 411.434 (+12.196).

Covid 14 novembre: 8.129 contagi in più in Lombardia

regioni 14 novembre

A livello regionale, in Lombardia si sono riscontrate 8.129 infezioni da Covid in più nell’ultima giornata, 4.471 in Piemonte, 3.351 in Campania, 3.578 in Veneto e 2.997 nel Lazio, per citare i territori più colpiti.


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Nella mattinata del 14 novembre, presso il ministero della Salute, si è tenuta la conferenza stampa sull’andamento dell’epidemia.

Dall’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e del Ministero della Salute, riferito alla settimana tra il 2 e l’8 novembre, emerge una diminuzione dell’indice Rt, passato da 1,7 a 1,43, confermato anche dal direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

Come riportato da Sky Tg 24, gli esperti hanno spiegato che sale anche l’impatto sugli ospedali e si è registrata anche una lieve riduzione della trasmissibilità.

Il Presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, ha dichiarato:

“Questa settimana c’è una lieve remissione del Rt che però non si traduce ancora in un calo della curva perché il numero dei casi è ancora significativo e quindi non si può allentare l’attenzione”.

Ha aggiunto Brusaferro:

“In questa fase il numero di persone anziane che contraggono l’infezione è cresciuto e gli asintomatici superano il 50%”.

Il presidente dell’Iss ha sottolineato che “aumentano le curve dell’occupazione in area medica e terapie intensiva e si stanno raggiungendo le soglie limite, ma bisogna anche considerare i posti letto attivabili nel Paese e che si stanno già predisponendo”.



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