Coronavirus in Italia, bollettino 5 dicembre: 21 mila nuovi casi, 662 morti

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05/12/2020

I dati del ministero della Salute sulla pandemia riportano 21.052 nuovi casi di positivi al Covid su 194.984 tamponi. I decessi risultano 662 in 24 ore. Ancora in calo i pazienti in terapia intensiva e i ricoveri ordinari.

Covid,

Dai dati del ministero della Salute sulla situazione della pandemia nel nostro Paese, provocata dal Coronavirus, emergono 21.052 nuovi casi (+1,25%) su 194.984 tamponi processati (dall’inizio della pandemia a oggi, 5 dicembre 2020, ne sono stati analizzati 22.962.114). 

I decessi risultano 662 in 24 ore.

I soggetti attualmente positivi in Italia sono 754.169.

Calano i pazienti ricoverati con sintomi (-1.042) e quelli in terapia intensiva (-50).

I guariti/dimessi sono 23.923.

I territori più colpiti nelle ultime 24 ore a livello regionale sono il Veneto, con 3.607 casi, e la Lombardia, con 3.148.

Nel mondo, intanto, secondo i conteggi della Johns Hopkins University, i contagi da Coronavirus hanno superato la soglia dei 62 milioni. Le vittime sono più di 1,5 milioni.


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Speranza sui vaccini: il 2021 anno-chiave

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Intervistato su SkyTg 24 a “Live In”, ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza sull’anno che verrà, il 2021:

“Sarà speriamo l’anno giusto per mettersi finalmente alle spalle questi mesi così difficili. Sarà l’anno in cui avremo un vaccino sicuro ed efficace, cure sicure ed efficaci, e io penso che dagli anticorpi monoclonali possano arrivare le risposte che aspettiamo sul piano delle cure”.

Sulla questione dei vaccini, ha spiegato il ministro Speranza a SkyTg 24:

“I vaccini sono in dirittura d’arrivo. Aspettiamo che l’Agenzia europea ci dia un esito positivo nelle prossime settimane e quindi il 2021 sarà l’anno che ci consentirà di metterci alle spalle queste settimane difficili”.

Ha proseguito:

“Non capiterà in un battito di ciglia: i vaccini non arriveranno tutti insieme, saranno scaglionati, ma possiamo dare un messaggio positivo”.

Per quanto riguarda la sicurezza:

“Dobbiamo avere la certezza di un processo che si completa in tutte le sue fasi: quando l’Ema arriverà a dire che il vaccino è sicuro possiamo starne certi. Precipitare i tempi sarebbe stato un errore”.



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