Cibo spazzatura: causa calo del Q.I. nei bambini

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30/03/2022

Esiste un legame tra alimentazione ed intelligenza? Cibi da fast food ed ipercalorici abbassano il quoziente intellettivo?

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Che faccia male è sicuramente ben noto a tutti, soprattutto se consumato spesso e preferito magari ad una corretta dieta alimentare.

Sana alimentazione per lo sviluppo del Q.I dei bambini

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Il cibo spazzatura o da fast food di scarsa qualità può essere quasi considerato alla stregua di una malattia, tanto che il governo italiano guidato da Monti aveva pensato ad una manovra che comprendesse l’aumento delle tasse colpendo proprio su questi alimenti considerati troppo “nocivi” per la salute del cittadino e responsabile poi di spese extra da parte della sanità italiana.

Naturalmente le polemiche in questo frangente non sono mancate, provocando pareri contrastanti tra chi è concorde o meno sull’argomento resta un dato di fatto che consumare elevate quantità di tali cibi provochi comunque delle problematiche soprattutto in termini di obesità e colesterolo.


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Se questo non aiuta a diminuirne i consumi è possibile che i dati che oggi vi proponiamo magari vi faranno comunque riflettere poiché tocca soprattutto i bambini ed il loro Q.I, il quoziente intellettivo.

Pare infatti che vi sia una stretta correlazione tra i cibi spazzatura e la diminuzione del Q.I soprattutto nei soggetti più giovani almeno questo è ciò che ha evidenziato in seguito ad un periodo di studi un noto istituto di ricerca americano.

Sembra infatti che snack ipercalorici come ad esempio patatine fritte oppure le merendine industriali, siano i principali responsabili non solo dell’ obesità infantile che nel nostro paese vede un numero sempre crescente, ma anche notevolmente influente sulle capacità intellettive dei più piccoli.

I risultati provengono da uno studio effettuato su soggetti volontari di una fascia di età compresa tra i 3 e gli 8 anni e mezzo, inseriti in tre fasce a cui è stata poi affidata una rispettiva dieta alimentare basata in alcuni casi su cibi ipercalorici, ricchi cioè di zuccheri e grassi, altri hanno avuto una dieta alimentare classica composta cioè dalle abitudini non sempre corrette seguite in famiglia ma evitando cibi spazzatura ed altri invece è stata data una dieta equilibrata, ricca cioè di quegli alimenti che devono essere consumati nell’età della crescita.

I dati emersi faranno riflettere sicuramente i genitori in quanto da questo studio si è evidenziato un l’ importanza di una sana alimentazione per lo sviluppo del Q.I dei più piccoli.


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Un motivo in più per migliorare le abitudini alimentari dei vostri figli non credete anche voi?



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