Azotemia bassa: che cos’è?

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30/03/2022

L’azotemia è un termine improprio con il quale si indica la concentrazione dell’urea nel sangue e, per la precisione, la concentrazione plasmatica dell’azoto non proteico. 

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Questi è in effetti il  risultato della demolizione proteica delle proteine ad opera del fegato e il risultato finale di questa operazione è l’urea.

L’organismo la elimina attraverso i reni ma in tutti i casi una minima percentuale di urea viene riassorbita e passa nel circolo sanguigno, per cui l‘azotemia è appunto la determinazione della quantità di urea, o meglio, della sua concentrazione nel sangue. Si tratta di un esame che si effettua ormai da diversi anni, oltre il secolo, per la precisione sin dal 1903.

Valori normali di azotemia

In un soggetto normale i valori di riferimento dell’azotemia sono compresi nel range  di 22-46 mg/dl, valore riferito alla concentrazione di urea.


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Ora, un livello basso di azotemia è di solito la conseguenza di una idratazione eccessiva, tipica di alcune diete o dell’abitudine di bere molto, idratazione che determina poliuria, ovvero una elevata produzione di urina, che al tempo stesso elimina anche l’urea. Quindi una condizione del genere non rappresenta alcun problema.

Altro discorso se ci si trova in presenza di livelli alti di azotemia, iperazotemia appunto, in quanto potrebbe voler significare che ci si trova al cospetto di una insufficienza renale o di una ridotta funzionalità renale.

Potrebbe, comunque essere anche la conseguenza di una dieta alimentare particolarmente proteica, come quelle diete iperproteiche tanto in voga in questi anni, che proprio per il fatto che l’urea è il risultato della demolizione proteica delle proteine, risulta essere in quantità elevata, in molti casi ben oltre la norma. Una alterazione dei livelli di azotemia, potrebbe essere anche la spia di una insufficienza epatica grave, per cui in tutti i casi è bene rivolgersi al proprio medico curante per approfondire la questione.



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